La procedura di voluntary disclosure

La procedura di voluntary disclosure

Con la procedura di voluntary disclosure o collaborazione volontaria il contribuente infedele si autodenuncia al Fisco, documentando i redditi detenuti all’estero in violazione delle disposizioni sul monitoraggio fiscale, od occultati in Italia: oggetto della procedura di regolarizzazione sono dunque tutti i beni celati all’Erario, posseduti dal ‘collaborante’ in Italia o all’estero. Detta procedura può essere attivata fino al 30 settembre 2015 e può riguardare le violazioni commesse sino al 30 settembre 2014.

Effetti penali della collaborazione volontaria (o voluntary disclosure)

Effetti penali della collaborazione volontaria (o voluntary disclosure)

Lo Studio legale Lucino, unitamente all’Avv. Matteo Faggioli e all’Avv. Andrea Ferrari, si occupa da tempo di collaborazione volontaria o voluntary disclosure. La legge 186/2014 ha stabilito che la procuedura di collaborazione volontaria esclude la punibilità da taluni reati all’evasore che regolarizza attività finanziarie e patrimoniali illecitamente costituite o detenute nel territorio dello Stato o fuori di esso. Fra le fattispecie di reato, espressamente indicate dalla legge, delle quali non risponde colui che presta la collaborazione volontaria, vi sono i delitti tributari di cui agli artt. 2, 3, 4, 5, 10-bis e 10-ter d.lgs. 74/2000 e i delitti di cui agli artt. 648-bis, 648-ter e 648-ter.1 c.p.