L’avviso della facoltà di richiedere la messa alla prova con l’opposizione al decreto penale di condanna

L’avviso della facoltà di richiedere la messa alla prova con l’opposizione al decreto penale di condanna

La Corte costituzionale, con la sentenza n. 201 del 21 luglio 2016 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 460, comma 1 lett. e), c.p.p., per contrasto con l’art. 24 della Costituzione, “nella parte in cui non prevede che il decreto penale di condanna contenga l’avviso della facoltà dell’imputato di chiedere mediante l’opposizione la sospensione del procedimento con messa alla prova”. Come ha rilevato la Consulta, poiché nel procedimento per decreto il termine entro il quale chiedere la messa alla prova è anticipato rispetto al giudizio, e corrisponde a quello per proporre opposizione, la mancata previsione tra i requisiti del decreto penale di condanna di un avviso, come quello previsto dall’art. 460, comma 1, lett. e), c.p.p. per i riti speciali, della facoltà dell’imputato di chiedere la messa alla prova comporta una lesione del diritto di difesa e, quindi, la violazione dell’art. 24, comma 2, Cost.

Omesso versamento delle ritenute certificate (art. 10-bis d.lgs. 74/2000): legittima la soglia di punibilità di 50mila euro

Omesso versamento delle ritenute certificate (art. 10-bis d.lgs. 74/2000): legittima la soglia di punibilità di 50mila euro

Con la sentenza n. 100 del 5 giugno 2015, la Corte costituzionale ha dichiarato infondata la questione di legittimità costituzionale del reato di omesso versamento delle ritenute certificate di cui all”art. 10-bis d.lgs. n. 74 del 2000, sollevata in riferimento alla soglia di punibilità di 50.000,00 euro. La Consulta ha escluso che il (temporaneo) innalzamento della soglia di punibilità dell’omesso versamento dell’I.V.A., operato con la precendente sentenza n. 80 del 2014, abbia necessari effetti ‘estensivi’ sulla distinta fattispecie dell’omesso versamento di ritenute certificate

Illegittima la facoltà del querelante di opporsi al decreto penale di condanna

Illegittima la facoltà del querelante di opporsi al decreto penale di condanna

Con la sentenza n. 23 del 28 gennaio 2015, la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 459, comma 1, c.p.p., per violazione degli artt. 3 e 111 Cost., “nella parte in cui prevede la facoltà del querelante di opporsi, in caso di reati perseguibili a querela, alla definizione del procedimento con l’emissione di decreto penale di condanna”.

Possibilità di richiedere il giudizio abbreviato da parte dell’imputato anche nel corso del dibattimento in caso di nuove contestazioni

Possibilità di richiedere il giudizio abbreviato da parte dell’imputato anche nel corso del dibattimento in caso di nuove contestazioni

La Corte costituzionale, con la pronuncia n. 273 del 5 dicembre 2014, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 516 c.p.p., nella parte in cui non prevede la facoltà dell’imputato di richiedere al Giudice del dibattimento il giudizio abbreviato relativamente al fatto diverso emerso nel corso dell’istruzione dibattimentale, che forma oggetto della nuova contestazione.